Le Pietre d’inciampo (ted. Stolpersteine) sono delle piccole lastre metalliche che dal 1995 un’artista tedesco, Gunter Demnig, realizza e posa nel selciato davanti alle abitazioni o in luoghi di lavoro o di studio delle vittime del Nazifascismo.

Si tratta di un “museo diffuso”, che accomuna oltre 2.000 cittadine europee, in cui, ad oggi, sono state posate almeno 80.000 STOLPERSTEINE, icone della memoria ovunque uguali nella forma e nello scopo, far “inciampare” nel ricordo di quei drammi chiunque le veda.

 


Il Liceo “Leopardi-Majorana” da quattro anni è coinvolto in attività di ricerca e realizzazione di materiali finalizzati alla posa di Pietre d’Inciampo a Pordenone e nella sua provincia
nell’ambito di un Progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). In questi quattro anni hanno partecipato un’ottantina di studenti.

Questo Progetto è un unicum, perché è l’unico caso in cui la proposta delle pose parte da una scuola ed è l’esito del lavoro degli studenti: sono loro a FARE MEMORIA.

Al progetto, fortemente sostenuto dalle Dirigenti del Liceo pordenonese, Teresa Tassan Viol e Rossana Viola, e gestito dalle professoresse Susanna Corelli e Silvia Pettarin, hanno sin dall’inizio collaborato l’Amministrazione Comunale di Pordenone, l’ANPI di Pordenone, il Circolo della Stampa; quest’anno la collaborazione si è allargata alle Amministrazioni Comunali di Budoia, Caneva e Polcenigo.

 

Dopo la posa di sette pietre a Pordenone il 18 gennaio 2020, il 20 gennaio 2021 altre due pietre sono state poste in città (in ricordo di Bruno Barzotto ed Anto Zilli, davanti all’Ospedale Civile). Successivamente sono state posate altre pietre nella Pedemontana:  cinque a Longon di Caneva, dove un’intera famiglia fu bruciata viva per rappresaglia nazista; una è stata dedicata a Giovanna Bacharach, colpevole di essere ebrea, a Coltura di Polcenigo; una a Budoia, in memoria di Angelo Sanson, deportato e morto a Buchenwald.

 

Tra il 20 e il 23 gennaio 2021 il museo diffuso delle “Pietre di Inciampo” si è così incrementato con 9 nuove pietre.
Trovate qui le testimonianze delle pose, realizzate grazie all’impegno degli studenti del Leomajor.
 
Nel sito del Comune di Pordenone fra le diverse testimonianze raccolte, sono presenti anche i contributi dei nostri studenti
 
Rassegna video…
• Posa delle pietre a Pordenone – guarda il video…
• Posa delle pietre a Budoia – guarda il video…
• Posa delle pietre a Polcenigo – scarica prima partescarica seconda parte
• Video su Polcenigo fatto dalla studentessa Alice Vido – guarda il video…
• Posa delle pietre a Caneva – guarda il video…
• Rivedi sulla pagina facebook del LeoMajor la presentazione da parte dei nostri studenti…guarda il video…
 
Rassegna immagini…

 

Guida alle immagini…

 

BUDOIA

Angelo Sanson venne deportato come prigioniero politico nel Lager di Buchenwald in Germania, dove morì a 20 anni. L’hanno studiato Alessia Sarri, Tommaso Casale e Irma Barbieri. ANNO 2020

Sabato 18 gennaio si è concluso il Progetto “Pietre d’inciampo” promosso dal Liceo Leopardi-Majorana, in collaborazione con l’ANPI di Pordenone e con il Circolo della Stampa cittadino, e che ha portato alla posa di 7 Pietre d’Inciampo nella città di Pordenone. 

 

CANEVA

Le 5 pietre di Caneva, località Longon ricordano una famiglia bruciata morta nella casa, data a fuoco per rappresaglia su ordine del tenente medico nazista Alfred Dörnenburg.

Si trattava di Eugenio Zaghet, Caterina Polo, Dusolina Manfè e i piccoli Ermenegildo Zaghet, Enzo Carioti.

Le hanno studiate gli studenti Lucia Gabrielli, Niccolò Francesco Besa, Alessandra Scomparin, Elisabetta Cattaruzza, Laura Milan.

Nella prima foto due delle studentesse (Scomparin e Milan) con Caterina Franca Zaghet, sorella di Ermenegildo, l’unica sopravvissuta della famiglia.

 

POLCENIGO

Giovanna Bacharach viveva a coltura di Polcenigo venne catturata dalle SS di stanza a Roveredo in Piano, comandate da Alfred Dörnenburg, e avviata alla deportazione.

E’ stata studiata da Agnese Del Zotto, Alice Vido, Beatrice Zanet, Giulia Lucchese, Comphort Joseph, Gloria Ballardin. 

 

PORDENONE

Bruno Barzotto e Anto Zilli, studenti di Medicina e Chirurgia all’Università di Padova e tirocinanti presso l’Ospedale Civile di Pordenone: uno fu fucilato a Giais di Aviano, l’altro deportato a Dachau e morto in seguito alle privazioni e alle sofferenze del campo di concentramento.

Zilli è stato studiato da Giorgia Paludetto, Ilaria Favilli, Sara Miglioranza e Michele Santin. Barzotto da Gioia Redolfi, Lucia Turchet, Emma Amy Attruia, Marco Francescutti e Veronica Truccolo.

Nelle foto Miglioranza e Truccolo (e la dirigente).

 

 

Trasmissioni di approfondimento, telegiornali locali…

Elettroshock – Per non dimenticare (Telefriuli) – guarda il video…

 

Rassegna stampa…

• Lettera ai liceali di una sopravvissuta alla strage nazista [articolo Messaggero Veneto] – leggi…

 

 


 
ANNO 2020

Sabato 18 gennaio si è concluso il Progetto “Pietre d’inciampo” promosso dal Liceo Leopardi-Majorana, in collaborazione con l’ANPI di Pordenone e con il Circolo della Stampa cittadino, e che ha portato alla posa di 7 Pietre d’Inciampo nella città di Pordenone. 

 

» Rassegna stampa… 

Leggi gli articoli tratti da Il Messaggero Veneto, Il Gazzettino, Il Popolo…Articolo 22 gennaio…Cerimonia con gli studenti per ricordare gli ex deportati…

 

» Intervista radiofonica (23/01/2020)

Ascolta l’audio… 

 

» Foto dell’evento…

 

» Video telegiornali locali….